Il 2020 in 10 libri: l’editoria sulla Silicon Valley

…Dove eravamo rimasti? Ad un monito ironico, Attenti al lupo…ma nel 2020 il lupo è arrivato per davvero e ci ha sconvolto le vite, in tutte le latitudini possibili. Stiamo faticosamente cercando di riemergere e lo tentiamo, dunque, anche qui, in questi infinitesimali spazi di dissertazione. Lo iniziamo a fare con una carrellata di libri editi in questo annus horribilis, il cui soggetto – da diverse angolazioni e punti di vista – è dato dalla Silicon Valley. I contributi provengono tutti dal mondo anglosassone e sono stati scritti da accademici, addetti ai lavori o imprenditori. Pubblichiamo la lista redatta da Viviana Mazza per La Lettura del Corriere della Sera.

1. La valle oscura, di Anna Wiener (traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, Adelphi). Titolo originale: Uncanny Valley(Mcd/Farrar, Straus & Giroux)
È un memoir: Wiener, a 25 anni, lascia il lavoro nell’editoria e sbarca nella Silicon Valley, attratta dall’analisi dati, dalla dinamicità di quel mondo e dai soldi. Si allontanerà delusa per la poca innovazione e coscienza di quella realtà. «Uncanny Valley — come ha spiegato l’autrice nell’intervista a Paolo Giordano per “la Lettura” #469 — è un’espressione che si usa in robotica per descrivere l’esperienza emotiva di trovarsi di fronte a un automa con sembianze umane». Un’esperienza inizialmente confortante ma poi di paura e repulsione: simile a quella provata da Wiener a Silicon Valley.Oggi l’autrice lavora come giornalista specializzata in tecnologia per il «New Yorker». Per il «New York Times» questo è uno dei migliori 10 libri dell’anno (di ogni genere).

2. Facebook: The Inside Story di Steven Levy (Blue Rider Press)
Il nuovo libro di Steven Levy, giornalista ed «editor at large» di «Wired». Nel libro precedente, del 2011, In the Plex, si era occupato invece di Google. Particolarmente noto è il suo libro del 1984 tradotto anche in Italia Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica(traduzione di Ermanno Guarneri e Luca Piercecchi, ShaKe edizioni) che descrisse per la prima volta al grande pubblico «l’etica hacker».Nell’ultima sua opera, Levy ritrae non solo Facebook ma anche il fondatore Mark Zuckerberg con la sua sconfinata ammirazione per l’imperatore romano Augusto. 

3. No Filter : The Inside story of Instagram di Sarah Frier (Simon & Schuster) 
Usare Instagram non è una buona ragione per volerne leggere, come si osserva in una recente recensione del «New York Times». Ma la reporter di Bloomberg, Sarah Frier, scrive un appassionante resoconto dell’azienda e del suo ruolo a Silicon Valley,ritraendo i suoi fondatori Kevin Systrom e Mike Krieger, nel loro rapporto con altri protagonisti dell’industria. Systrom viene da Stanford ma ha sempre avuto ambizioni più artistiche di altri ingegneri: anziché lasciare l’università per accettare un’offerta di Zuckerberg nel 2005, preferì venire in Italia a studiare a Firenze. Spesso gli incontri raccontati nel libro avvengono sullo sfondo di caminetti. 

4. Whistleblower di Susan Fowler (Viking)
Memoir e atto d’accusa, il libro dell’ex ingegnera di Uber Susan Fowler espande un blog post da lei scritto nel 2017 e diventato «virale», alcuni mesi prima dell’esplodere di MeToo. La giovane denunciava il sessismo e le molestie in azienda.Dopo la denuncia, fu aperta un’inchiesta, una delle conseguenze furono le dimissioni del co-fondatore di Uber Travis Kalanick. 

5. Analogia: The Entangled Destinies of Nature, Human Beings and Machines di George Dyson (Allen Lane)
George Dyson, esperto di storia della tecnologia e divulgatore scientifico americano, figlio del fisico Freeman Dyson e nipote del compositore britannico Sir George Dyson, scrive una storia degli ultimi 300 anni che rivela interconnessioni nascoste con il mondo digitale.Dei suoi precedenti libri, in Italia è stato pubblicato L’evoluzione delle macchine (traduzione di Alessandro De Lachenal, Raffaello Cortina, 2000) 

6. Titolo originale: The Road to Conscious Machines: The Story of AI di Michael Wooldridge (Pelican)
Una storia dell’Intelligenza artificiale e di come influenzerà il nostro mondoin aree come la salute, i trasporti e il lavoro, curata dal rispettato professore di Computer science dell’Università di Oxford. 

7. How to Talk to Robots: A Girls’ Guide to a Future Dominated by AI di Tabitha Goldstaub (Fourth Estate)
Per il «Financial Times», come quello di Wooldridge questo è uno dei migliori libri di tecnologia dell’anno.Goldstaub, imprenditrice a capo del consiglio Intelligenza Artificiale del governo britannico, intervista donne che la usano nel loro lavoro. Come Jeanette Winterson e Martha Lane Fox. Con una lista di libri, film, corsi. 

8. The Internet in Everything: Freedom and Security in a World with No Off Switch di Laura DeNardis (Yale University Press) 
DeNardis, docente alla American university, è una degli esperti mondiali di Internet Governance. In questo libro spiega vantaggi e svantaggi di un mondo in cui tutti siamo continuamente connessi all’internet delle cose,dalle auto agli elettrodomestici, e non c’è più distinzione netta tra mondi reali e virtuali. Il controllo di questa infrastruttura è uno strumento di potere politico, che pone problemi di privacy, discriminazione, sicurezza nazionale, democrazia. La studiosa propone alcune soluzioni. 

9. The Future is Faster Than You Think: How Converging Technologies are Transforming Business, Industries, and Our Lives di Peter Diamandis e Steven Kotler (Simon & Schuster)
È il terzo libro di una trilogia tecno-ottimistascritta da Diamandis (fondatore della XPrize Foundation, organizzazione no-profit il cui obiettivo è incentivare innovazioni tecnologiche radicali, considerato uno dei 50 leader del pianeta dal Fortune) e Kotler (autore nominato per il Pulitzer e fondatore della Flow Research Collective). Il loro primo libro, il bestseller Abbondanza. Il futuro è migliore di quanto pensiate, è uscito in Italia nel 2014 (traduzione di Giovanni Bono e Fabio Deotto, Codice edizioni). Nei due libri precedenti i due autori discutevano di come le tecnologie possono alleviare alcuni dei problemi mondiali, dalla scarsità di risorse alle malattie. Nell’ultimo libro discutono di dodici industrie, tra cui finanza, sanità e istruzione. 

10. A World Without Work di Daniel Susskind(Metropolitan Books/Henry Holt & Company)
Per centinaia di anni le predizioni che le macchine avrebbero cancellato il lavoro dell’uomo si sono rivelate sbagliate: la tecnologia ha eliminato alcuni tipi di impieghi ma ne sono emersi altri, spesso meno pericolosi dei precedenti.Ma stavolta è diverso, scrive Daniel Susskind, economista di Oxford. Le sue soluzioni che prevedono un maggiore intervento dello Stato per ridurre le diseguaglianze legate alla «disoccupazione tecnologica» non sono nuove ma sono molto attuali in cui la sinistra radicale in America coltiva un nuovo interesse per il socialismo.

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